tra architettura e innovazione
La rinascita dei Grands Montets coinvolge innovazione tecnologica e integrazione architettonica in alta montagna. I nuovi impianti di risalita sono stati progettati da Doppelmayr, leader mondiale nel settore dei trasporti a fune. L’architettura delle nuove stazioni è invece opera di Renzo Piano Building Workshop (RPBW), con superfici vetrate ispirate alle cristalli di pirite, naturalmente presenti nel massiccio.
Prima tappa: Argentière → Lognan
Per le vacanze di Natale del 2026, entrata in servizio della nuova cabinovia da 10 posti che collega Argentière a Lognan. A Lognan, i visitatori potranno inoltre scoprire il nuova hall di accesso alla pista, nuovi punti di ristoro – birreria e biciclette elettriche – oltre a bagni pubblici.
→ Un primo importante passo: il nuovo Grands Montets prende vita già da quest’inverno.
Seconda tappa: Lognan → Cima dei Grands Montets
La seconda fase segnerà il completamento del progetto con la messa in servizio del nuova funivia 3S con cabinette sganciabili, che collega Lognan a cima dei Grands Montets, a oltre 3.000 metri di altitudine.
Più confortevole e con una maggiore resistenza al vento, questa nuova installazione consentirà di raggiungere nuovamente la vetta con gli impianti di risalita, interrotto dopo l'incendio del 2018.
Obiettivi. Ma anche consultazioni.
Un progetto attento all’ambiente alpino, che è stato oggetto di grande attenzione e che solo al termine di 5 anni di dialoghi, di concertazioni, indagini e incontri pubblici, consultazioni con gli operatori socio-professionali coinvolti e le guide alpine della valle, nonché con tutte le parti interessate, il progetto ha ottenuto l’approvazione.
Una forma cubica? Non è un caso.
Il massiccio è costellato di cristalli dalle forme geometriche. Uno di questi, la pirite, ha ispirato questo progetto. La semplicità geometrica di un cubo trasparente lascia spazio al paesaggio.
Dopo l'incendio del 2018 che ha distrutto la stazione intermedia, la vetta dei Grands Montets non era più raggiungibile con gli impianti di risalita, ma solo con lo sci alpinismo. La nostra missione consiste nel ricostruire questo patrimonio e rendere nuovamente accessibile questa vetta, nel massimo rispetto della montagna.
Un progetto in alta montagna è un progetto che comporta una grande responsabilità.
La Compagnie du Mont-Blanc è un’azienda con una missione che pone la tutela del patrimonio naturale al primo posto.
Bilancio di carbonio e analisi del ciclo di vita per stabilire una gerarchia degli impatti ambientali e individuare possibili soluzioni di riduzione: calcestruzzo a basse emissioni di carbonio, metalli riciclati, ecc.
Procedura per ottenere la certificazione “Alta Qualità Ambientale” (HQE) per le infrastrutture sostenibili
Firma da parte di tutte le imprese della “Carta per cantieri a basso impatto”, relativa alla gestione dei rifiuti, alla riduzione dei disturbi, alla lotta contro l’inquinamento, ecc.
Collaborazione tra imprese ed esperti per limitare l'impatto del progetto sulla biodiversità e sul paesaggio: coordinamento dei programmi di lavoro, sopralluoghi da parte di ecologi, monitoraggio delle misure previste dalla valutazione ambientale, ecc. Innovare per ridurre l'impatto del cantiere sull'ambiente naturale.
Installazione di due funivie (Argentière/Lognan e Lognan/cima) con una capacità di trasporto di 10 tonnellate, per limitare l’uso di mezzi motorizzati e trasportare i materiali su terreni difficili. Una funivia è un impianto di risalita dotato di un sistema di sollevamento.
Realizzazione di una funivia da cantiere (Stazione dei Grands Montets/cima di La Herse) con una cabina da 8 posti per facilitare l’accesso al cantiere da parte del personale. Saranno coinvolte quaranta imprese regionali, da aprile 2024 a dicembre 2027, data di entrata in servizio.
Un impianto di risalita, due tratti, tre stazioni
Il primo tratto sarà dotato di una cabinovia a 10 posti a sedere per garantire il primo collegamento tra Argentière e Lognan; un unico edificio ospiterà la stazione di arrivo del primo impianto e la stazione di partenza del secondo tratto, completato da un’area ristorazione, un’area uffici riservata alla gestione e uno spazio per i pattugliatori e i soccorritori.
L'accesso alla vetta sarà garantito da una «funivia sganciabile di tipo 3S» con 24 posti a sedere
Un impianto a metà strada tra la tecnologia delle funivie e quella degli impianti di risalita sganciabili. L’obiettivo non è quello di aumentare la capacità di trasporto. Desideriamo privilegiare il comfort dell’impianto e una maggiore resistenza al vento, al fine di garantire un numero ottimizzato di giorni di funzionamento senza tuttavia aumentare la capacità di trasporto.
Quest’ultimo tratto ci porta a oltre 3000 metri di altitudine, su un terreno glaciale: non è cosa da poco. L’accesso rimane riservato agli sciatori esperti. In estate, l’impianto consentirà di trasportare gli alpinisti e di garantire l’accesso pedonale in entrambe le stagioni. Gli orari di apertura saranno migliorati. Per rispondere alle nuove esigenze di accesso alla montagna da parte dei professionisti, la chiusura dell’impianto per il passaggio dalla stagione invernale a quella estiva sarà ridotta al massimo a pochi giorni.
I lavori sono già iniziati con lo smantellamento delle stazioni e dei tralicci 2, 3 e 4. Sono in corso le operazioni di bonifica e di rimozione dell’amianto. Le armature metalliche vengono trattate e riciclate e, al fine di preservare al massimo il territorio montano, le ricostruzioni saranno realizzate nello stesso luogo in cui sorgevano gli impianti precedenti. Durante i lavori, l’accoglienza e la ristorazione sono garantite in strutture provvisorie predisposte a tale scopo.
Seguite le diverse fasi dei lavori in video
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